Vivere un deja vu

Cammini, entri in un negozio, incontri una persona. All’improvviso ti fermi e ti sembra di averla già incontrata o di aver già vissuto quel momento.

Tecnicamente hai appena avuto un “déjà vu”.

Capita a sette persone su dieci, e i bambini sono esclusi in quanto immuni.

Che cos’è nello specifico un dèjà vu? Termine francese che significa “già visto”, si manifesta con la sensazione improvvisa di avere già vissuto una situazione, di conoscere una persona o un luogo. Insomma una famigliarità nel conoscere già l’episodio.

A questo proposito vi sono più correnti di pensiero:

  1. Per la scienza si tratta di tracce lasciate da sogni che non si ricordano.
  2. Chi crede nell’occulto attribuisce a questi fenomeni dei ricordi di vite vissute in precedenza.
  3. Per la psicanalisi rappresenta un desiderio represso.

Non sempre la sensazione del déjà vu è uguale per tutte le persone.

Su un campione di 100 persone intervistate circa il 29% ha confessato di vivere questo momento come soprannaturale e misterioso.

Il 33% circa lo attribuisce ad un sogno.

Il 36% circa ha affermato di essere convinto che si tratti di un’esperienza accaduta nel passato.

Il 2% circa non sa spiegare a cosa può attribuire il déjà vu.

Questo episodio avviene in pochi attimi e lascia un’esperienza gradevole ed interessante, con un velo di stupore legato al mistero che lo avvolge.

Il déjà vu è stato descritto anche nel passato dai grandi poeti. Aristotele, Dante, Shakesperare, Baudelaire, Ungaretti.. per loro non era nient’altro che un momento di inquietudine e smarrimento. Sant’ Agostino invece ne parlava come fosse una trappola voluta dal diavolo, insomma quasi un annuncio di un pericolo.

Cosa succede nel cervello di chi vive un déjà vu?

La scienza parla di sovrapposizione fra memoria a lungo termine e memoria a breve termine. Una sorta di black out causato dal sistema nervoso che per pochi attimi compromette l’attenzione.

Il déjà vu non si può programmare oppure avere a comando, arriva casualmente, non è neppure riproducibile in laboratorio in quanto è un fenomeno complesso.

E nonostante il fatto che ci piace credere di essere i padroni del mondo, non conosciamo tutti i segreti.