Il digiuno fa bene?

Un tempo procurarsi il cibo per l’uomo era talmente difficile che non sempre si riusciva a mangiare tutti i giorni.

Già Platone, Socrate e Plutarco praticavano il digiuno perché ritenevano che migliorasse le loro prestazioni fisiche e mentali.

Anche gli egiziani lo praticavano come cura per tutte le malattie.

Oggi la scienza stessa ne ha dimostrato la sua efficacia. Basta non mangiare per 24 ore per innescare dei processi benefici in tutto il corpo, dal cervello, al cuore fino a fermare la crescita del cancro.

Gli studiosi affermano che c’è un aumento circa del 40% della longevità.

Oggi i casi di digiuno prolungato dovuti ad assenza di cibo sono molto molto rari.

Di solito avvengono per motivi religiosi o politici di protesta.

Altri sono spinti da mode, pubblicità o convinzioni alimentari e salutistiche convinti che l’astinenza volontaria dal cibo porti ad una purificazione del corpo.

Anche se molte persone dovrebbero ridurre drasticamente il consumo di cibo, non è necessario ricorrere a soluzioni estreme come il digiuno completo. Ci sono anche delle strade diverse più semplici come ad esempio mangiare esattamente la metà oppure alzarsi da tavola quando si ha ancora un po’ di fame.

Per l’organismo il completo digiuno e prolungato è un vero e proprio stress che porta nel breve alla riduzione della massa muscolare, ad un abbassamento del metabolismo basale ed una debilitazione generale.

Diverso è il digiuno parziale perché se fatto nella maniera corretta e sotto controllo medico può essere positivo e giovare all’organismo.

Ad esempio un solo giorno alla settimana di digiuno fa aumentare la resistenza del corpo, consuma più colesterolo, riduce il numero delle cellule adipose e, non ultimo, diminuisce il rischio di diabete e malattie del cuore e può arrestare il cancro.

Nella Papua Nuova Guinea la popolazione dei Kitivan digiuna quotidianamente ed è nota per la totale assenza di malattie. L’unico cibo che viene consumato è il mango banane e cocco compreso di latte ed al tramonto.

Se analizziamo l’uomo nella sua storia si nota come si è evoluto mangiando una sola volta al giorno, alla sera, e non 5 pasti al giorno.

In più doveva procurarsi il cibo e lo faceva di giorno cacciando.

C’è da riflettere